Linda - Linguistica per la Didattica e l'Apprendimento
Attraverso questa attività sarà possibile leggere in chiave sociolinguistica alcuni articoli di giornali online con particolare attenzione al discorso di genere.

Stile O_Stile | Disinnescare la violenza verbale nel mondo digitale

ScenarioStrumentoCaratteristica linguisticaTemaTipologia testualeTempo stimatoDestinatariBES/Difficoltà
Stile O_StileLINDA - AnnotazioneHate speechViolenza verbaleContenuti da social network1h30-2hTriennio SS2🟢

Lo scenario

Quando parliamo di violenza verbale (o hate speech) ci riferiamo ad un fenomeno linguistico e sociale ogni giorno sempre più pervasivo, anche all’interno di discorsi pubblici ufficiali. L'impatto che questo fenomeno ha sulla società è sempre maggiore (e in crescita durante l'attuale pandemia mondiale), tanto che sia UNESCO sia il Consiglio d'Europa hanno individuato la necessità di favorire una comunicazione rispettosa delle altre persone per contrastare efficacemente discorsi e fenomeni d’odio e promuovere narrazioni corrette e accurate. Le attività di Stile O_Stile muovono da queste indicazioni e propongono attività pratiche per lo sviluppo di quella sensibilità linguistica e sociale necessaria per valutare criticamente la violenza verbale e fornire quegli strumenti necessari per sviluppare un dialogo rispettoso delle altre persone.

La lingua che utilizziamo infatti dà forma alla nostra visione del mondo e della società, determinando se certi atteggiamenti, valori o credenze siano legittimi o meno. Solo considerando che la lingua è soprattutto un prodotto sociale oltre che un insieme di regole grammaticali, possiamo imparare ad interpretare le parole con spirito critico e ad usarle in maniera rispettosa delle altre persone.

L'attività

In questa attività si propone l’annotazione tramite lo strumento LINDA - Annotazione di una selezione di messaggi estrapolati da Twitter tra il 2017 e il 2018, tratta da dataset più ampio raccolto per il progetto HaSpeeDe promosso dal gruppo linguistico Evalita e dall’Università di Torino. Il sistema di annotazione è invece derivato da Caselli et al. (2020), ed è pensato per essere integrato all’interno di ulteriori progetti di ricerca e di sensibilizzazione al fenomeno dell’hate speech.

Perchè annotare?

Attraverso l’annotazione il testo viene arricchito di informazioni (sottoforma di etichette) che permettono di mappare la presenza delle caratteristiche ritrovate attraverso l’emersione, rendendo così l’analisi svolta pronta per essere affrontata attraverso un’ulteriore fase di esplorazione. L’annotazione di porzioni di testo, metodo già ampiamente consolidato nella didattica in classe, aiuta lo studente a riorganizzare in forma più chiara le caratteristiche linguistiche emerse durante l'attività, evidenziandone la presenza all’interno del testo.

Violenza verbale: le caratteristiche

La linguistica ci insegna che ogni atto linguistico ha il potenziale di generare un effetto su chi lo riceve, anche a prescindere dalle intenzioni del mittente. La lingua può quindi influire sulle azioni future, sul modo di interpretare il mondo e anche su come viene organizzata la conoscenza nella mente. Ma in che modo?

L’attività è pensata per introdurre alcune caratteristiche proprie della violenza verbale, secondo un modello di analisi derivato dalle ricerche scientifiche in ambito linguistico. Di seguito sono elencati le tre tipologie di caratteristiche che compongono il sistema di annotazione, complete di esempi esplicativi. È inoltre incluso uno schema, in formato di diagramma di flusso, che riassume i passaggi necessari per la valutazione e l’annotazione della violenza verbale.

Lessico

Categoria Spiegazione
Razzismo Forma di discriminazione basata sulla provenienza geografica e culturale
Discriminazione religiosa Forma di discriminazione basata sull'appartenenza ad una fede religiosa
Omofobia Forma di discriminazione basata sull’orientamento sessuale
Sessismo Forma di discriminazione basata sul sesso di appartenenza
Abilismo Forma di discriminazione delle persone diversamente abili

Implicito ed esplicito

La violenza verbale può assumere diverse forme, e non sempre si presenta con l’uso di "parolacce": una frase come

"Non è più intelligente di uno con la quinta elementare!"

benché priva di parolacce veicola un contenuto offensivo e denigratorio, attaccando la persona sul piano delle facoltà mentali. Si parla in questo caso di offensività implicita, ovvero la violenza del contenuto è al di sotto della superficie, nel significato che la forma costruisce. Una possibile versione esplicita dello stesso contenuto potrebbe essere

"È un mongolo/idiota/ebete!"

Offensività

L’ultimo livello da considerare riguarda sempre ciò che sta al di sotto della superficie del linguaggio, ed in questo caso permette di distinguere se il contenuto è offensivo o no. Si intende per linguaggio offensivo quel linguaggio utilizzato per insultare od offendere uno o più individui sulla base delle loro caratteristiche personali, fisiche, sociali, o per le loro opinioni, affermazioni, o azioni. Dunque il messaggio

"porca puttana questo schifo di computer non funziona mai quando serve!"

è esplicito (poiché contiene parolacce) ma non è offensivo in quanto non ha come bersaglio una o più persone; al contrario, il messaggio

"porca puttana non capisci veramente un cazzo di computer!"

è sia esplicito sia offensivo poiché attacca direttamente una specifica persona.

Come annotare la violenza verbale?

Obiettivi didattici e abilità linguistiche coinvolte

Gli obiettivi didattici di tutte le nostre attività rispettano le normative nazionali ed europee in materia di didattica e apprendimento. In questa ci si concentrerà sulle abilità di comprensione e valutazione critica. Tenendo in considerazione i macro aspetti della comprensione del testo, si chiede allo studente di muoversi nel testo adottando diverse strategie di lettura, ritrovare informazioni, far emergere aspetti esplicit ed impliciti e farli dialogare con la propria soggettività. L’attività contribuisce allo sviluppo della competenza alfabetica funzionale, soprattutto se considerata nella sua accezione più sociale e interazionale: “Un atteggiamento positivo nei confronti di tale competenza comporta la disponibilità al dialogo critico e costruttivo [...]. Implica la consapevolezza dell’impatto della lingua sugli altri e la necessità di capire e usare la lingua in modo positivo e socialmente responsabile.”

Hardware e software

Fornire un pc per ciascuno studente o gruppo di studenti.

Schede didattiche

Violenza verbale: riconoscerla, valutarla, disinnescarla

Pratica

  1. Introducete alla classe la domanda di ricerca: che cos'è la violenza verbale, e come si presenta? Proviamo a utilizzare un approccio che già conosciamo, cioè l’analisi grammaticale, per riconoscere non solo i ruoli linguistici che le parole hanno in una frase ma anche quelli sociali.
  2. Aprite lo strumento di annotazione
  3. Loggatevi sul progetto "Stile O_Stile | Disinnescare la violenza verbale nel mondo digitale"
  4. Assegnate a ciascuno una selezione di testi (o se preferite lavorate in gruppi), ad esempio "dal messaggio 1 al messaggio 20".
  5. Adesso provate ad annotare le seguenti categorie:
  • Lessico: a quale area tematica appartiene la violenza verbale - se presente - nel testo?
  • Implicito/esplicito: la violenza è esplicita o implicita?
  • Offensività: il messaggio è offensivo?

Esempio

Prendiamo ad esempio il seguente tweet estratto dal dataset:

Gli islamici non sopportano manco Peppa Pig. Manco io,ma per altri motivi. Gli islamici, francamente, avrebbero anche rotto i coglioni

È evidente la presenza di discriminazione nei confronti di un gruppo religioso: annotiamo quindi la presenza di Discriminazione religiosa. La presenza di rotto i coglioni ci permette poi di stabilire che il messaggio è offensivo, e questa offensività è esplicita; questo nonostante l'inizio del messaggio lasciasse presagire un'offensività implicita ("Gli islamici non sopportano manco Peppa Pig", che suona quasi ironico).

Prendiamo ora un altro tweet che esemplifica caratteristiche diverse:

Gli elettori del m5s si riconoscono dai 47 cromosomi e dal fatto che quando gli altri parlano di fatti tirano fuori solo offese dato il quoziente intellettivo pari a quello di una medusa spiaggiata

In questo caso possiamo immaginare ("dato il quoziente intellettivo pari a quello di una medusa spiaggiata") che l'intento dell'autore/autrice sia offensivo; il messaggio infatti attacca le capacità intellettive del(la) ricevente: annotiamo dunque la presenza di abilismo usato a scopi offensivi. In questo caso però si tratta di offensività esplicita, segnalata da due elementi: il già citato "quoziente intellettivo pari a quello di una medusa spiaggiata", che paragona il/la ricevente ad un animale il cui quoziente intellettivo è comunemente riconosciuto come molto basso; e la menzione dei 47 cromosomi, probabile riferimento alla sindrome di Down, caratterizzata appunto dalla presenza di 47 cromosomi.

Restituzione/riflessione guidata

Tramite l’annotazione dei testi abbiamo fatto emergere le caratteristiche linguistiche che compongono la violenza verbale. Ora proviamo ad utilizzare quanto appreso per mitigarla!

  • Se fossi Twitter? Riguardando i messaggi annotati, ogni studente/gruppo deve immaginare di essere nei panni dei revisori contenuti e decidere quali messaggi eliminare perché offensivi e lesivi della persona in questione. Quali messaggi verrebbero tenuti e quali eliminati?
  • E se fossi tu il soggetto del messaggio? Dopo aver assegnato ad ogni studente/gruppo un tweet annotato come offensivo, lo studente/gruppo deve immaginare cosa risponderebbe al tweet cercando di evitare una escalation di violenza.

Valutazione/feedback

Ciascun* student* o gruppo è riuscito a...

  • ... utilizzare in modo efficace lo strumento? (competenza digitale)
  • ... identificare i casi di violenza verbale? (comprensione del testo)
  • ... proporre alternative non ostili ai messaggi annotati? (produzione)
  • ... integrare le riflessioni col proprio vissuto e applicarle alla società odierna? (competenza metalinguistica)

Risorse extra

Letture consigliate sul tema

  • #Odio. Manuale di resistenza alla violenza delle parole di Federico Faloppa
  • Caselli, Tommaso, et. al. 2020. ‘I Feel Offended, Don’t Be Abusive! Implicit/Explicit Messages in Offensive and Abusive Language’. In Proceedings of The 12th Language Resources and Evaluation Conference, 6193–6202.
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